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Decalogo per il processo di lavorazione delle traduzioni

Strade ha stilato una proposta di buone prassi per una collaborazione ottimale fra revisore e traduttore letterario, e la presenta ai professionisti coinvolti nell’iter di lavorazione del libro per discuterne insieme.

Alla base della proposta c’è il presupposto che l’obiettivo comune di pubblicare una traduzione in cui si colga al meglio la voce dell’autore e il ritmo del testo possa essere favorito da una buona comunicazione fra editor, revisori e traduttori, per armonizzarne le esigenze a volte contrastanti.

La trasparenza da parte di tutti i professionisti coinvolti nel processo editoriale – editor, traduttore, revisore, consulente e correttore di bozze – favorisce la qualità del prodotto finale. L’anonimato ostacola l’assunzione di responsabilità e crea ambiguità. La possibilità di contatti tra le parti per tutta la durata del processo rappresenta un vantaggio.

1. Nella fase di assegnazione della traduzione, la redazione dovrebbe scegliere il traduttore più adatto al libro (eventualmente anche grazie a una prova, che il traduttore accetterà di buon grado), coinvolgendolo nella definizione del target di lettori, discutendo lo standard stilistico e fornendogli le schede di lettura che hanno motivato la pubblicazione.

2. Prima di accettare un incarico, il traduttore avrà visionato l’originale e valutato attentamente la difficoltà del testo e i tempi di consegna, che si impegnerà a rispettare, così come si adeguerà alle norme redazionali ricevute insieme al contratto.

3. È auspicabile che il revisore sia individuato già durante la fase della traduzione, in modo che, se necessario, il traduttore possa mettersi in contatto con lui anche prima della consegna. I problemi più evidenti e le incongruenze potranno essere segnalati in questo stadio ed eventualmente risolti anche attraverso il contatto diretto con l’autore. Se possibile, sia il traduttore sia il revisore dovranno avere accesso anche al testo di partenza in forma elettronica, che garantisce rapidità nelle ricerche e può contribuire a evitare errori.

4. Il traduttore spiegherà le scelte e le strategie generali, i dubbi e le particolarità linguistiche, usando commenti o note nel file elettronico (e/o una lettera d’accompagnamento). Il revisore ne terrà conto (discutendo i punti controversi con il traduttore) e se necessario lascerà a sua volta dei commenti. Questa documentazione dovrebbe seguire il manoscritto per tutto l’iter, fino alle bozze.

5. A tutti i traduttori, anche i migliori, è necessario affiancare un revisore esperto che corregga con il testo originale a fronte. È auspicabile che il revisore abbia le competenze linguistiche per comprendere il testo di partenza. In caso contrario, la stretta collaborazione con il traduttore diventa ancora più indispensabile.

6. Il revisore ideale non dovrebbe ritradurre, né imporre le proprie idiosincrasie linguistiche; prima di intervenire su una frase, dovrebbe chiedersi non tanto se “possa” quanto se “debba” essere migliorata.

7. Scopo della revisione è perfezionare il testo tradotto in modo che le scelte finali risultino le migliori possibili. Spesso il revisore è anche il primo lettore, e le proposte di modifica che il traduttore riceve sono messaggi importanti. La comunicazione è determinante per creare un atteggiamento costruttivo: sarà dunque importante, da entrambe le parti, usare un tono collaborativo e cortese, a prescindere dal numero di correzioni.

8. Ultimata la revisione, il traduttore riceverà il file con le modifiche evidenziate, in modo che possa valutare gli interventi fatti. Se possibile e se il traduttore lo preferisce, le correzioni potranno anche essere inviate in forma cartacea. Il traduttore ha il diritto di ricevere le prime e, se i tempi lo consentono, anche le seconde bozze di stampa, con un numero di giorni adeguato a consentirne la lettura.

9. Tutti i professionisti coinvolti nel processo di revisione hanno bisogno di tempi ragionevoli. Le deroghe alle scadenze stabilite andranno comunicate con la massima tempestività.

10. In sintesi il traduttore, consapevole del proprio ruolo di mediatore culturale fra due lingue e due civiltà – di cui è conoscitore privilegiato –, si impegna a mettere a disposizione della redazione le sue competenze durante tutto l’iter di lavorazione del progetto editoriale, dalla sua formulazione fino alla promozione del libro pubblicato.

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