Strade chiede tutele per il lavoro autoriale in editoria

L’editoria libraria è la prima industria culturale del paese, ma si fonda su un modello produttivo insostenibile basato su un continuo aumento della produzione.
In questo scenario, le figure autoriali – chi scrive, traduce, disegna – sono tra le peggio retribuite e meno tutelate: da un lato, la violazione sistematica della legge sul diritto d’autore, che prevede compensi adeguati e proporzionati al valore dei diritti ceduti, impedisce l’equa distribuzione del valore generato dal lavoro; dall’altro, l’assenza di inquadramento per le mansioni autoriali comporta il mancato accesso alle tutele previdenziali e assistenziali.
Strade lotta per i diritti di traduttrici e traduttori e, restando in ascolto di chiunque voglia difendere la dignità del lavoro di chi i libri li crea, lancia alcune rivendicazioni chiave per il pieno riconoscimento di autrici e autori: la contrattazione collettiva, una legge sulle mansioni autoriali, politiche culturali per il lavoro editoriale.
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Intelligenza Artificiale
È stata creata la nuova sezione del sito “Intelligenza Artificiale” in cui sono raccolti tutti i documenti, i materiali e le informazioni relativi all’attività di Strade sul tema.
In questa sezione si trovano i documenti che Strade ha finora elaborato, i documenti di altre associazioni che Strade ha sostenuto e rilanciato, gli eventi a cui Strade ha preso parte oltre a informazioni sul lavoro del Gruppo di lavoro sull’IA di Strade.
Professionalità o presunta affinità?
Roma, 15 aprile 2021
A proposito della polemica sulle traduzioni europee di The Hill We Climb, di Amanda Gorman, va sottolineato che già da tempo si rileva una crescente spinta ad assegnare traduzioni di libri stranieri secondo criteri estranei alla traduzione: la visibilità e la spendibilità commerciale e mediatica del nome del traduttore, o l’affinità di vissuto e di appartenenza identitaria con l’autore, diventano pericolosamente preferibili rispetto alla competenza e alla professionalità. Il recente dibattito emerso in proposito muoveva, almeno in parte, dalla denuncia di questo problema, ma alcune delle istanze avanzate a monte della controversia hanno preso direzioni impreviste e incontrollate.
Strade afferma con decisione che la traduzione non ha colore né genere.
Nel commissionare la traduzione di un testo devono sempre restare in primo piano l’esperienza, la professionalità e la competenza del traduttore. Analogamente, far affiancare il traduttore da figure intermedie prive di competenze traduttive fa sì che, in nome di una malintesa correttezza politica, si producano pratiche anche vessatorie di sorveglianza sul suo lavoro. Traduttore e autore stesso, così, vengono posti ai margini del processo di traduzione, con gravi rischi per la trasmissione dei testi e delle idee a livello internazionale.
È indubbio che la filiera dell’editoria debba accogliere sempre più professionisti italiani discendenti da persone nate altrove, senza per questo impiegarli soltanto nel lavoro su opere attinenti alla loro esperienza o identità. Al di là delle polemiche passeggere, Strade auspica con forza che i criteri guida nella scelta di una traduttrice o di un traduttore siano sempre quelli di capacità e adeguatezza, e che la dignità della traduzione sia messa al riparo da istanze umorali e da frettolose soluzioni di facciata.
Il comunicato in pdf.
Direttiva UE sul diritto d’autore: esiti del sondaggio CEATL
Il gruppo di lavoro sul diritto d’autore del CEATL (di cui fa parte la nostra Elisa Comito) ha pubblicato i risultati di un’inchiesta lampo, svolta a dicembre tra le associazioni membro, sull’attuazione della Direttiva sul diritto d’autore nel mercato unico digitale dell’Unione europea. La messa in atto della Direttiva, prevista per giugno 2021, segnerà un momento cruciale per tutti coloro che lavorano in regime di diritto d’autore. Strade seguirà da vicino la procedura, vigilando sulle sue conseguenze e impegnandosi in prima linea per evitare l’insorgenza di cattive pratiche.
Qui la notizia in inglese e qui la sintesi in pdf (10 pagine) che illustra i risultati del sondaggio.
Il codice deontologico di Strade
Strade si è dotata di un codice deontologico votato da iscritte e iscritti. Il documento è frutto di un lungo lavoro, cominciato quasi in corrispondenza con la nascita stessa del sindacato traduttori editoriali. Formalmente, il codice è espressione di StradeLab, ma come sottolineato al primo punto riguarda “tutta la comunità di Strade”, che nelle ultime settimane ha partecipato alla discussione sul testo. Il ringraziamento di Strade va soprattutto ad Anna Rusconi, che ha condotto il progetto in porto.




