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Strade al FLM26 – Festival delle Letterature Migranti

pubblicato il in Eventi, News

Anche quest’anno Strade partecipa al Festival delle letterature migranti, giunto alla dodicesima edizione, che si svolgerà a Palermo dal 21 al 24 ottobre 2026.
Il programma di FLM26 prevede una sezione Lost (and Found) in Translation, a cura di Strade e Calibro con il sostegno del Fondo per il Diritto di prestito pubblico presso il Ministero della Cultura.

FLM23 foto Paolo Castronovo

Di seguito il programma completo:

Sogna, ricorda, traduci. A scuola di Translation slam!
venerdì 23 ottobre
ore 9:00-13:00 Cantieri culturali alla Zisa | Institut Français
Torna la sfida di traduzione con le scuole, stavolta intorno all’opera di Jacqueline Woodson, tradotta da Chiara Baffa per Fandango e insignita del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2025 nella categoria 11+. L’incontro si svolgerà con i ragazzi e le ragazze dell’Educandato Statale “Maria Adelaide” e del Liceo classico Umberto I di Palermo.
Con Chiara Baffa; introduce Eva Valvo
Tutor delle due squadre: Alfonso Geraci ed Elisabetta Giamporcaro

La felicità di tradurre il presente. Piero Gobetti cent’anni dopo
venerdì 23 ottobre
ore 17:00 Cantieri culturali alla Zisa | Cre.Zi. Plus
Editore, traduttore, intellettuale europeo, Piero Gobetti ha fatto della libertà un esercizio quotidiano e della cultura una forma di azione. Una conversazione per chiedersi che cosa significhi tradurlo nel presente e quale idea di felicità possa ancora prendere forma nel suo desiderio di futuro. Una tavola rotonda sulle nuove edizioni delle opere di Piero Gobetti e sui libri che, a cent’anni dalla sua morte, tornano a interrogarne la figura e il pensiero.
Con Antonio Lavieri, Paolo Di Paolo, Domenica Perrone e Aldo Schiavello
Introduce Eva Valvo. In collaborazione con il Dipartimento di Scienze umanistiche, Università degli Studi di Palermo.

Altrove/Anderswo/Ailleurs: Due performance teatrali
Zina Alhalak, Bonjour mon âme – Deuxième souffle
Ipek Seyalıoğlu, Letter for Mom
venerdì 23 ottobre
ore 20:00 Cantieri culturali alla Zisa | Cre.Zi. Plus
Come si racconta un’identità plurale? Un incontro con le artiste Zina Alhalak, performer e autrice teatrale siriana residente in Francia, e Ipek Seyalıoğlu, poeta e artista teatrale turca residente in Germania, ospiti del progetto Altrove/Ailleurs/Anderswo di Kultur Ensemble Palermo. Alhalak presenterà un breve lavoro di teatro documentario inedito, Bonjour mon âme – Deuxième souffle (Buongiorno anima mia – secondo respiro), che fa seguito a un suo spettacolo omonimo del 2024. Parte da uno shock: vedere come tra i siriani si sia frantumato ciò che sembrava unirli, e come parole un tempo condivise siano diventate slogan che dividono. Da qui nascono domande che vanno oltre la Siria, mentre i risvolti identitari si diffondono anche in Europa: cosa determina il nostro senso di appartenenza? La ricerca sulla pluralità identitaria intreccia la propria voce alle registrazioni audio.
Seyalıoğlu porterà in scena il suo spettacolo Letter for Mom (Lettera per mamma, 2025), una performance multimediale sviluppata attorno all’atto intimo e intimista della scrittura. L’incontro con il pubblico sarà inoltre l’occasione di introdurre la sua ricerca poetica e il libro Kara Düşen Işık (La luce cade nera sulla neve), appena pubblicato presso la casa editrice turca Pikaresk e realizzato con il sostegno del Senato di Berlino.
Tra scrittura, voce e performance, l’incontro apre uno spazio di ascolto e confronto e sulle esperienze che attraversano confini linguistici e culturali. In collaborazione con Kultur Ensemble Palermo, l’Atelier des artistes en exil e la Martin Roth Initiative.

Una traduzione tutta per sé
sabato 24 ottobre
ore 17:00 Cantieri culturali alla Zisa| Institut Français
Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf si presenta in una nuova traduzione con originale a fronte a cura di Silvia Cercarelli e Arabella Soroldoni per Villaggio Maori Edizioni. Il celebre saggio indaga con arguzia e brillante ironia le condizioni materiali e sociali necessarie alla creazione artistica, smontando secoli di pregiudizi sull’inferiorità intellettuale femminile. La nuova edizione si distingue per alcune importanti novità traduttive ed è arricchita da un prezioso apparato critico concepito per contestualizzare ogni riferimento storico e letterario, rendendo accessibile a chiunque la forza rivoluzionaria dell’opera.
Con Silvia Cercarelli, Arabella Soroldoni e Francesco Romeo
Introduce Alfonso Geraci
Scheda libro: https://www.villaggiomaori.com/libro/una-stanza-tutta-per-se/

Romanzo groenlandese. Tra ferite coloniali e identità queer
sabato 24 ottobre
ore 18:00 Cantieri culturali alla Zisa | Cre.Zi. Plus
Vincitrice del prestigioso Premio del Consiglio Nordico nel 2022, Niviaq Korneliussen offre un ritratto crudo e autentico della giovane generazione groenlandese nei due romanzi La Valle dei Fiori e Una notte a Nuuk, entrambi editi da Iperborea con la traduzione di Francesca Turri. In un reading che è anche conversazione, tra letture in originale e in traduzione, l’autrice si confronta con la sua traduttrice, dando voce ai groenlandesi del nostro secolo, cresciuti in una società di matrice coloniale.
Con Niviaq Korneliussen e Francesca Turri
Introduce Eva Valvo
con il sostegno della Danish Arts Foundation e del Fondo per il Diritto di prestito pubblico presso il Ministero della Cultura
Schede libro:
https://iperborea.com/titolo/642/la-valle-dei-fiori/
https://iperborea.com/titolo/715/una-notte-a-nuuk/

L’origine che ci accomuna
sabato 24 ottobre
ore 19:00 Cantieri culturali alla Zisa |Cre.Zi. Plus
Dopo essersi confrontato con Rumi e con il Corano, Kader Abdolah risale alle radici più antiche della spiritualità persiana in un libro tradotto da Claudia Cozzi ed Elisabetta Svaluto Moreolo. Torna a Zarathustra, il primo pensatore ad aver colto il principio dell’universo nel conflitto eterno tra il bene e il male, e a quel motto, «buoni pensieri, buone parole, buone opere», che attraversa i millenni. Intrecciando mito, tradizioni persiane, spiritualità e letteratura, l’autore segue le tracce di un insegnamento che ha superato i confini di culture e religioni e risale fino a un’origine comune dei popoli indoeuropei, precedente a ogni separazione. Il libro rivendica la gioia di vivere, il rispetto per la natura, la non violenza e la giustizia. Diventa così un’indagine personale sull’identità persiana, sull’esilio e sulla scrittura, che si apre alle domande di tutti: chi siamo, che cosa siamo, perché siamo al mondo. Nato in Iran nel 1954 e rifugiato politico nei Paesi Bassi dal 1988, Abdolah scrive in olandese ed è da anni un ponte tra Oriente e Occidente. È autore di romanzi tradotti in tutto il mondo, tra cui La casa della moschea e Il re. In dialogo con l’autore Antonio De Sortis.

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