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Strade aderisce allo Sciopero generale della cultura

pubblicato il in News

Il 12 giugno è sciopero generale della cultura

Circa un anno fa, Strade ha risposto all’appello di Mi Riconosci: dopo averli incontrati in un’assemblea pubblica, abbiamo preso parte, insieme ad associazioni, movimenti, sindacati, alla costruzione di una piattaforma condivisa per uno sciopero generale della cultura.

Infatti, lo sfruttamento del lavoro editoriale – e di quello autoriale in particolare – è cosa nota tra chi traduce. Ma la condizione in cui versa il lavoro culturale in altri comparti non è certo migliore, dalla produzione culturale alla tutela e conservazione del patrimonio.

Cambiano gli inquadramenti e il mansionario, cambia il datore o il committente, ma in qualunque ambito le condizioni sono simili: precarietà, discontinuità, isolamento, compensi e salari da fame e forme contrattuali anacronistiche, anche per la mancata applicazione di un contratto collettivo adeguato. È il caso di migliaia di autrici e autori editoriali, ma non solo.

Questa situazione è il risultato di scelte politiche e industriali che per decenni hanno preferito il contenimento del costo del lavoro all’investimento per dare un indirizzo al settore. Così, musei e biblioteche esternalizzano o chiudono, le imprese si fanno concorrenza aumentando la produzione sulle spalle di chi lavora e le condizioni di accesso a spazi e prodotti culturali rimangono proibitive.

Lo sfruttamento del lavoro culturale si traduce nella brandizzazione e nella svendita del patrimonio, nell’arricchimento di pochissimi e nell’esclusione di molte e molti dalla cultura come diritto di democrazia e libertà.

Tra i fattori che ci hanno portati a questo punto c’è la limitazione del diritto di sciopero nel settore culturale. Questo è vero sia per chi si occupa di beni culturali, che dal 2015 sono considerati servizi pubblici essenziali e dunque soggetti a una disciplina particolare, sia per lavoratrici e lavoratori autonomi e precari, che operano su commissione e faticano a rendere visibile l’astensione dal lavoro.

Per tutti questi motivi, il settore culturale si ferma un giorno intero, per la prima volta dagli anni Settanta. Grazie all’indizione di FP CGIL, insieme a COBAS, CUB, NIDIL CGIL e altre sigle, siamo pronte e pronti a incrociare le braccia, con le migliaia di lavoratrici e lavoratori attivi nella conservazione e nella produzione culturale.

Per partecipare, venerdì 12 giugno puoi fare quattro cose:
– imposta un messaggio di risposta automatica dalla tua casella di posta professionale, in cui indichi le ragioni dello sciopero e rimandi al sito di Strade o di Mi Riconosci;
– carica l’immagine qui sopra come foto del profilo temporanea;
– scendi in piazza (segui il sito e i canali social di Mi Riconosci per sapere cosa è stato organizzato nel tuo territorio);
– compila lo Scioperometro di Strade (versione ad hoc per lo sciopero generale della cultura).

Perché la cultura è lavoro!

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