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Miseria e traduzione

I traduttori editoriali guadagnano troppo poco.

Strade ha deciso di lanciare una campagna permanente – #miseriaetraduzione – che sta muovendo i primi passi grazie al lavoro di promozione dei nostri eventi a Più libri più liberi, in particolare la tavola rotonda di venerdì 6 dicembre. Alcuni membri di Strade si sono fatti fotografare brandendo la dichiarazione dei redditi, con cifre non invidiabili.

Che fare in concreto? Tra gli obiettivi di Strade c’è l’istituzione di un fondo per la traduzione editoriale verso l’italiano sul modello di quelli già presenti in altri paesi europei. Un’idea sottoscritta da più di 3000 persone, in attesa di un dispositivo di legge praticabile e adatto allo scopo. La campagna #miseriaetraduzione ha l’obiettivo di porre sotto i riflettori sia l’esiguità dei nostri redditi, sia il dramma di una filiera che rischia di perdere un ganglio fondamentale. Dove non c’è lavoro equamente retribuito non ci può essere professionalità.

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Strade a Più libri più liberi 2019

Strade torna nella Nuvola dal 4 all’8 dicembre 2019 con uno stand al primo piano (Club B2B) e tre incontri centrati sulla traduzione – compreso l’ormai classico translation slam illustrato. Al nostro tavolo troverete vademecum, magliette, tazze intraducibili, le nuovissime borracce piene di meraki e volontari stradajoli pronti a rispondere a qualsiasi domanda. Sabato 7 dicembre dalle 12 ci sarà inoltre un’assemblea informale dei tesserati Strade-Slc e dei soci StradeLab.

Ecco i tre incontri del programma ufficiale:

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“Storie precarie” pubblicato dall’Ediesse

pubblicato il in Libri

image003È uscito, per i tipi della Ediesse, la casa editrice della CGIL, Storie precarie. Parole, vissuti e diritti negati della generazione senza, con prefazione di Susanna Camusso e introduzione di Aris Accornero, frutto di un’indagine a cui ha partecipato anche STradE nel corso del 2012. Lo studio – promosso da Cgil e Smile, in collaborazione con la rivista Internazionale – ci aiuta a capire meglio l’«arcipelago della precarietà» proprio attraverso la raccolta e l’analisi delle storie di lavoratori e lavoratrici atipici.

Fare parte della «generazione senza» significa non potersi permettere progetti di vita,
non avere diritti elementari, stare peggio dei propri genitori pur avendo studiato di più.
Si vive ai margini del mercato del lavoro vedendosi negata una parte importante
della propria identità.

Precarietà, dequalificazione, disoccupazione, scoraggiamento formano oggi una miscela esplosiva
in cui è avviluppata un’intera generazione di giovani dai 20 ai 35 anni. L’indagine – promossa
da Cgil e Smile, in collaborazione con la rivista Internazionale – aiuta a capire meglio l’«arcipelago della precarietà» attraverso la raccolta e l’analisi di quasi 500 storie di lavoratori e lavoratrici atipici.
La ricerca riordina tutte le varie tipologie di precariato ma soprattutto dà voce a chi la precarietà
la vive tutti i giorni sulla propria pelle: posizioni, profili, percorsi, vicissitudini, atteggiamenti, contesto familiare, linguaggio. Sono questi gli elementi che aiutano davvero a capire cosa voglia
dire essere precario oggi.

Per cambiare questa situazione non basta una buona legge: bisogna ripensare la cittadinanza sociale e il welfare, in modo che sia garantito un futuro ai lavoratori, a prescindere dal contratto che hanno stipulato. Il sindacato per lungo tempo è stato assente e molti dei precari intervistati lamentano la delusione e la lontananza da ogni possibile sistema di rappresentanza. È giunto allora
il momento di fare autocritica e di intraprendere un nuovo percorso.

Potete trovare la scheda del libro nel sito della casa editrice Ediesse.

STradE al congresso nazionale di SLC

pubblicato il in Eventi

Il 3 aprile 2014 il Sindacato Traduttori Editoriali, nella persona di Elena Doria che interverrà per la segreteria di STradE, parteciperà al congresso nazionale di SLC-CGIL – Sindacato Lavoratori della Comunicazione.

Qui il programma dettagliato del congresso di SLC-CGIL.

Presentazione di “Come un paesaggio”

pubblicato il in Libri

Mercoledì 2 aprile, alle 18, presso il Commons Café nel foyer del Teatro Valle occupato verrà presentato Come un paesaggio – Pensieri e pratiche tra lavoro e non lavoro, a cura di Sandra Burchi e Teresa Di Martino, una collezione di saggi sulle donne nel mondo del lavoro:

A vent’anni dalle teorie sulla femminilizzazione del lavoro, su cui tanto hanno investito pensatrici militanti e studiose, come si colloca il pensiero femminista? Quali sono le condizioni materiali delle donne nell’Europa dell’Austerity e delle rivolte? Quali le attività a cui attribuire valere? Secondo quali misure? Come pensare la ricchezza oltre il denaro? Come pensare a politiche di trasformazione delle condizioni di vita e non solo di tutela e inclusione? E ancora prima: ripartire dal lavoro o no?

Alla presentazione parteciperà la nostra Elena Doria, un cui contributo compare nel volume.

Qui maggiori informazioni sull’evento, nel corso del quale verrà presentato anche il volume Il quinto stato – 
Perché il lavoro indipendente è il nostro futuro.
 Precari, autonomi, free lance per una nuova società di Giuseppe Allegri e Roberto Ciccarelli
.

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